The English Theatre of Rome
In piazza Montevecchio nel cuore di Roma, a teatro per passione e per imparare l’inglese
di Riccardo Faiella -abitare a roma.net
Il 25 marzo è stato il cinquantesimo anniversario della firma del trattato di Roma, che sanciva l’istituzione della Comunità economica europea (CEE), base dell’attuale Unione Europea. Dopo tutto questo tempo, però, non ci possiamo considerare molto europeisti, almeno per quel che riguarda l’aspetto linguistico: siamo il paese di tutta l’Europa unita con il più basso tasso di conoscenza della lingua inglese.
Diversi anni fa un noto calciatore danese, Michael Laudrup, allora tesserato con la Lazio, diceva dell’Italia che c’erano due cose che a lui non piacevano: il traffico e la scarsa conoscenza della lingua del Regno Unito. La situazione, oggi, non è molto cambiata, ci troviamo ancora allo stesso punto. Ma se non altro abbiamo più opportunità e maggiori conoscenze. Per il traffico siamo ormai malati cronici, ma per l’inglese si aprono degli spiragli di speranza.
Infatti, anche chi ha la passione per il teatro, può avere l’opportunità di affinare il proprio inglese andando al The English Theatre of Rome. In questo modo si può unire l’utile (la lingua inglese, diventata internazionale), al dilettevole (l’arte recitativa).
Il teatro anglofono si trova al centro di Roma, a piazza Montevecchio, vicino ad un’altra piazza di Roma molto nota, piazza Navona. Fondato nel 1996 da Gaby Ford, un’americana di New York che, dopo aver fatto numerosi viaggi in India, Africa, Europa ed aver lavorato con professionisti del calibro di Shelly Winters, Willem Dafoe e Martin Scorsese, si è fermata nella nostra città, l’English Theatre propone ogni anno cinque diversi repertori: teatro classico, autori contemporanei, prime mondiali, produzioni bilingua e spettacoli al femminile.
Quest’ultimo genere di rappresentazioni costituiscono un’originale caratteristica dell’English Theatre. Spettacoli al femminile nel senso che sono scritti, diretti e interpretati da solo donne. Adesso, per esempio, ogni mercoledì sera e fino al 2 maggio, per la serie WOW (Women On Wednesdays) – Broad Cloth Trilogy – part 2, andrà in scena Body Matters diretto da Dyanne White.
Si tratta di una rappresentazione costituita da sette monologhi interpretati, naturalmente, da altrettante attrici che sono, in ordine di apparizione: Christian Boyle, Gaby Ford, Lynn Swanson, Dyanne White, Melissa Palleschi, Parysa Pourmoneshi e Terianne Falcone.
Gaby Ford è la protagonista di un divertente secondo monologo da lei stessa scritto “A Broad Abroad”, nel quale coinvolge il pubblico offrendo frutta. I fortunati spettatori devono scegliere un frutto e poi mangiarlo davanti a tutti avendo l’imbarazzante presenza di Gaby che tiene il microfono davanti a loro in maniera tale che il resto del pubblico possa sentire “quanto è buona la frutta”.
Il primo monologo è “Home Harvesters” di Dyanne White, con la londinese Christian Boyle. A Roma da due anni, ma con l’intenzione di non ritornare a casa, Christian ha conseguito un diploma in recitazione alla Scuola Internazionale di Trastevere. Nel saggio finale ha interpretato il personaggio di Leone ne Il giuoco delle parti, di Luigi Pirandello.
Gli altri monologhi sono, in successione: “MatchDotCom” di Terianne Falcone, interpretato da un’assidua frequentatrice dell’English Theatre, Lynn Swanson; “Hide And Seek” diretto e interpretato da Dyanne White; “Coming, Ready Or Not” di Dyanne White, con la newyorkese Melissa Palleschi; “Beautiful Citizenny” di Evelyn Garcia, con l’americana di Los Angeles, a Roma dal 1997 e di casa all’English Theatre, Parysa Pourmoneshi la quale, grazie alle sue doti canore, ha interpretato Maria nel film West Side Story; e “Sh#t Happens” diretto e interpretato da Terianne Falcone, scrittrice e attrice che vive a Roma dal febbraio 2004.
Questi mercoledì al femminile prevedono, il 27 e il 28 marzo, una performance di Sarah Kendall che interpreterà “Attention Seeker”, una dimostrazione di come dovrebbe essere fatta una commedia (The Sunday Times).
Quindi, per imparare meglio l’inglese e sentirci più europei, tutti all’English Theatre di Roma.
27/03/2007
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